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giovedì 19 settembre 2013

Dutch é salvo! From Care2 Action Alerts


Success! Dutch the Service Dog Saved From Euthanasia

Success! Dutch the Service Dog Saved From Euthanasia
Fabulous news: Dutch, the family pet service dog who faced execution on the grounds that he had bit and attacked a woman after she beat him with her hands and a metal pole has been saved from euthanasia.
A huge thank you to Care2 members who signed the petition to save Dutch!
Last Friday, a jury of three women acquitted Jeremiah Aguilar, a disabled Army veteran who served in Afghanistan and Iraq, on the charge of owning a vicious dog. Back in February, Dutch had been sentenced to death and Aguilar had faced a $500 fine and a two-day jail sentence.
In November of 2012, Dutch bit a Montrose woman who had been his former owner. Aguilar and his wife, Heather, had left Dutch with her when they went out of town. As Care2 blogger Laura Simpson wrote,
The former owner admits that she beat Dutch, but claims that she was only trying to separate him from her family’s pit bull. She says Dutch attacked her dog and that she used violence against Dutch to try to end the dogfight.
The City of Montrose decided that, based on “physical evidence, and testimony of the victim and other witnesses,” it would prosecute the case. The court ordered the Aguilars to hand over Dutch to animal control before Aguilar was to be sentenced in February.
The Aguilars had Dutch registered as a service dog after the incident. Dutch passed the American Kennel Club’s (AKC) Canine Good Citizen (CGC) test. As Laura relates in detail, evaluators all gave Dutch high marks and commented that he was “anything but aggressive,” a “sweet dog” and “one of the nicest dogs” that (according to one evaluator) she had “ever come across.”
A veterinarian who treated Dutch after he was beaten also commented on his temperament, noting that, despite the pain he must have been suffering, he “was extremely well-mannered and sweet in exam room. He did not require restraint during his exam, even when his abdomen, testicles and swollen face were palpated.”
Despite all these positive testimonies about Dutch, he was still sentenced to death in February. Aguilar appealed and thankfully, the jury decided Dutch will not have to die because he was defending himself from a beating.
On hearing the decision, Heather Aguilar immediately said, “We’re all headed to the animal shelter to pick him up!” The Aguilars are now planning to take Dutch away from Montrose and move elsewhere.
Again, many, many thanks for all Care2 members who helped to save Dutch!

Read more: http://www.care2.com/causes/success-dutch-the-service-dog-saved-from-euthanasia.html#ixzz2fLLRy59C

mercoledì 23 gennaio 2013

Natalina

Acquaviva: salvato cucciolo cresciuto in gabbia
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Cresciuta in una gabbietta per canarini e poi abbandonata: la storia di Natalina

E' stata ritrovata da alcuni studenti vicino ad una fermata del bus ad Acquaviva: costretta in una gabbia piccolissima, Natalina era tutta "accartocciata" su sè stessa e ancora oggi fa fatica a stare su quattro zampe

 

di Redazione - 23 gennaio 2013
Acquaviva: salvato cucciolo cresciuto in gabbia
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I volontari dell'associazione Legalo al Cuore Onlus l'hanno ritrovata così, tutta "accartocciata" su sè stessa, incapace di stare in piedi sulle quattro zampe. Era rinchiusa in gabbia piccolissima, la stessa, probabilmente, in cui qualcuno l'aveva costretta a vivere da quando era nata, prima di abbandonarla, poco prima di Natale, davanti ad una fermata dell'autobus ad Acquaviva.
A ritrovare Natalina - questo il nome dato alla cucciola di segugio di circa cinque mesi protagonista di questa storia - sono stati alcuni studenti, in procinto di prendere l'autobus per tornare a casa. I ragazzi hanno allertato i volontari: "Venite subito alla fermata, c'è un cane strano".
Strano perchè, appunto, completamente "ripiegato" su sè stesso, costretto in quella posizione da una gabbietta piccola quanto quella usata per i canarini. "All'inizio non sapevamo neanche se poteva sopravvivere - riferisce Patrizia Buonadonna, presidente di Legalo al Cuore Onlus e responsabile della sezione di Acquaviva delle Fonti, all'agenzia GeaPress che riporta la notizia - Poi grazie alle cure veterinarie ha iniziato a prendere una postura più regolare, ma quando tenta di sedersi è ancora una pena infinita".
Dall'esame radiografico di Natalina i veterinari hanno riscontrato lo schiacciamento di due vertebre oltre a gravi malformazioni ossee. Di fatto, il cucciolo deambula appoggiandosi sui polsi anteriori.
Il ritrovamento di Natalina è stato preceduto, nei mesi scorsi, dal ritrovamento di altri segugi nella zona. Ma nessuno era nelle sue stesse condizioni fisiche. "Debbo pensare che nei pressi - conclude Patrizia Buonadonna - c'è qualcuno che alleva segugi. Quando non servono li butta via. Non oso però immaginare cosa possa essere successo all'ultima arrivata".
Ora Natalina sta meglio, anche se le malformazioni provocate dal trattamento che le hanno inflitto resteranno a vita. E sarà difficile, purtroppo, riuscire a risalire all'identità di coloro che Acquaviva: salvato cucciolo cresciuto in gabbia
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sono stati capaci di tanta crudeltà.


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Ditemi se guardando le condizioni in cui versa questa povera creatura non fareste lo stesso a chi la ridotta così...Io si e senza il minimo rimorso!
Anzi mi sembra poco, per finire gli darei fuoco, che bastardi!
Mi fa schifo sapere che esistono esseri capaci di simili orrori e questo é niente leggendo la pagina ho letto molto altro...
Scusatemi, ma sono talmente disgustata d'avere la nausea.
Cri
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sabato 12 gennaio 2013

Guai a chi dice che gli animali non provano sentimenti!

Questa é la storia di Toldo.

Gatto visita tomba del padrone,
ogni giorno con un piccolo dono

Porta foglie, stecchi e rametti, bicchieri di plastica o fazzoletti di carta: incredibile se non ci fossero così tanti testimoni

MONTAGNANA (Pistoia) — Da quando è morto il suo padrone, poco più di un anno fa, Toldo, gatto bianco e grigio di tre anni, ogni giorno si reca sulla sua tomba. Porta con sé foglie, stecchi e rametti, bicchieri di plastica o fazzoletti di carta e li lascia, come piccoli doni, sulla lapide di Renzo Iozzelli, morto il 22 settembre del 2011, a 71 anni. Renzo era molto legato a Toldo, lo aveva preso in una colonia felina quando aveva tre mesi. Se non ci fossero tanti testimoni che quotidianamente notano il felino aggirarsi tra le tombe, spesso seduto sulla lapide di Renzo, parrebbe una storia uscita dall’immaginazione di Walt Disney. Invece è tutto vero. Lo racconta la vedova di Iozzelli, la signora Ada, e lo confermano in molti fra quelli che notano da mesi questo gattino aggirarsi intorno al cimitero, più volte al giorno. «Anche oggi — ci racconta la signora Ada — sono andata al camposanto e Toldo mi è venuto dietro. Per strada una persona che conosco mi ha detto che stamani, di buon’ora, il gatto era già stato lì».

Quello di Toldo a Montagnana, piccolo paese in collina, poco fuori Pistoia, è davvero un caso singolare. Così particolare da attirare l’attenzione dei media. «Mi hanno telefonato per venire a fare delle riprese e intervistarmi per la trasmissione televisiva La vita in diretta — ci spiega Ada — ma ho detto che non me la sento». Tutto è iniziato il giorno stesso del funerale di Renzo Iozzelli: anche Toldo seguì il feretro fino al camposanto, ma la cosa non destò particolare stupore. Dal giorno successivo, però, ecco il primo segnale che stava accadendo qualcosa di insolito. «Andammo al cimitero con mia figlia e trovammo sulla tomba un rametto di acacia. Io pensai subito che fosse stato il gatto, ma mia figlia era convinta che lo dicessi solo per lo stato emotivo in cui mi trovavo in quei momenti». E non è tutto. La sera, fu il genero a recarsi al cimitero, e trovò Toldo proprio lì, a fare la «guardia» al suo padrone. «Da allora la storia è continuata. In paese lo sanno tutti. L’hanno visto tante persone — conferma la vedova — Non viene solo con me, va spessissimo da solo. Mah, non so che dire. Mio marito era molto affettuoso con lui. Renzo amava gli animali. È quasi come se Toldo volesse essergli riconoscente. È un gatto speciale, non si può che volergli bene».